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LA PARTICIPATION EXEMPTION (ESENZIONE FISCALE DELLE PLUSVALENZE)
IL NUOVO REGIME FISCALE DELLE PLUSVALENZE DA REALIZZO DELLE
PARTECIPAZIONI (DECRETO LEGISLATIVO 12 DICEMBRE 2003, N.
344) CHIARITO DALLA CIRCOLARE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
DEL 04/08/2004 N. 36/E.
Vincenzo D'Andò
(Commercialista e Revisore contabile in Palermo)
Con l’introduzione della cosiddetta “participation
exemption” sono divenute fiscalmente irrilevanti,
in presenza di determinate condizioni, le plusvalenze societarie
(guadagni o perdite di valore delle partecipazioni).
Tuttavia, la participation exemption non si applica alle
partecipazioni detenute da persone fisiche al di fuori del
regime di impresa. In tal caso, le plusvalenze sono soggette
ad imposta sostitutiva del 12,50% (per le partecipazioni
non qualificate) o a parziale tassazione (40% del loro ammontare),
se relative a partecipazioni qualificate.
Premessa
La riforma del sistema fiscale statale, avviata con la
legge delega 7 aprile 2003, n. 80, é caratterizzata
da un nuovo assetto dei rapporti tra fiscalità delle
società e fiscalità dei soci che si basa sul
criterio di tassazione del reddito al momento della produzione
e non all'atto della sua distribuzione.
A tal fine si prevede l'irrilevanza reddituale dei dividendi
distribuiti e l'esenzione delle plusvalenze realizzate in
occasione della cessione delle partecipazioni che rispondono
a determinati requisiti.
Esenzione fiscale delle plusvalenze
In base all’art. 87 del nuovo Tuir, che ha attuato
i principi espressi all’art. 4, comma 1, lettere c)
ed e) della legge delega, non sono più tassate le
plusvalenze realizzate dai soggetti IRES dalla cessione
di partecipazioni in società, con o senza personalità
giuridica, residenti o non residenti, se possedute da almeno
un anno e iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie.
All’esenzione sui guadagni corrisponde simmetricamente
l’irrilevanza fiscale delle perdite sulle stesse partecipazioni.
Per espressa previsione della norma rimangono escluse dall’esenzione
le plusvalenze realizzate con riferimento alla partecipazione
in società semplici e agli enti ad esse assimilati.
Sotto il profilo oggettivo, l’esenzione in esame
si applica anche agli strumenti finanziari simili alle azioni
(tali sono gli strumenti la cui remunerazione è totalmente
indeducibile poiché dipendente dai risultati della
società emittente o dell’affare riguardo al
quale sono emessi), e ai contratti di associazione in partecipazione
e a quelli di cointeressenza, di cui all'art. 2554 del codice
civile, allorché sia previsto un apporto diverso
da quello di opere e servizi.
Affinché la plusvalenza sia esente è necessario
che si verifichino le seguenti condizioni:
1. la partecipazione deve essere detenuta ininterrottamente
dal primo giorno del dodicesimo mese precedente quello dell’avvenuta
cessione (quindi, per un periodo mai inferiore ad un anno);
2. le partecipazioni devono essere riconducibili alla categoria
di immobilizzazioni finanziarie e classificate come tali
nel primo bilancio chiuso del periodo di possesso (l’eventuale
successiva iscrizione nell'attivo circolante dello stato
patrimoniale non fa venire meno l'esenzione, mentre, al
contrario, è esclusa tale possibilità se nel
primo bilancio chiuso del periodo di possesso la partecipazione
è stata iscritta tra il circolante dell'attivo patrimoniale,
anche se in seguito viene iscritta tra le immobilizzazioni
finanziarie);
3. la società partecipata deve svolgere un’effettiva
attività commerciale (almeno che non si tratti di
società i cui titoli sono quotati nei mercati regolamentati)
e risiedere in un paese diverso da quelli a regime fiscale
privilegiato (cioè dei paesi inseriti nella cosiddetta
“black list” di cui al D.M. 21 novembre 2001)
o, in alternativa, deve dimostrare, attraverso istanza d’interpello,
che sin dall’inizio del periodo di possesso dalle
partecipazioni non è stato conseguito l’effetto
di localizzare i redditi in un paese in cui gli stessi sono
sottoposti a tassazione privilegiata.
Al momento del realizzo i requisiti di cui al punto 3 devono
sussistere ininterrottamente sin dall’inizio del terzo
periodo d’imposta anteriore al realizzo stesso.
Contestualmente all’introduzione della citata esenzione,
è stata prevista l’indeducibilità:
- delle svalutazioni di partecipazioni comunque classificate;
- delle minusvalenze realizzate nel caso di cessione della
partecipazione in società con o senza personalità
giuridica rientrante nel regime di participation exemption
(art. 101 del Tuir);
- dei costi direttamente connessi con la cessione delle
citate partecipazioni. Qualora, nel calcolo della plusvalenza,
tali costi non siano stati compresi tra gli “oneri
accessori di diretta imputazione”, la loro indeducibilità
non potrà che avvenire in sede di dichiarazione dei
redditi mediante una variazione in aumento del reddito d’esercizio
(comma 5 dell'articolo 109 del Tuir).
CONDIZIONI RICHIESTE PER LA PARTICIPATION EXEMPTION
a) ininterrotto possesso dal primo giorno del dodicesimo
mese precedente quello dell'avvenuta cessione considerando
cedute per prime le azioni o quote acquisite in data più
recente;
b) classificazione nella categoria delle immobilizzazioni
finanziarie nel primo bilancio chiuso durante il periodo
di possesso;
c) residenza fiscale della società partecipata in
uno Stato o territorio diverso da quelli a regime fiscale
privilegiato di cui al decreto ministeriale emanato ai sensi
dell'articolo 167, comma 4, o, alternativamente, l'avvenuta
dimostrazione, a seguito dell'esercizio dell'interpello
secondo le modalità del comma 5, lettera b), dello
stesso articolo 167, che dalle partecipazioni non sia stato
conseguito, sin dall'inizio del periodo di possesso, l'effetto
di localizzare i redditi in Stati o territori in cui sono
sottoposti a regimi fiscali privilegiati di cui al predetto
decreto ministeriale;
d) esercizio da parte della società partecipata
di un'impresa commerciale secondo la definizione di cui
all'articolo 55. Senza possibilità di prova contraria
si presume che questo requisito non sussista relativamente
alle partecipazioni in società il cui valore del
patrimonio é prevalentemente costituito da beni immobili
diversi dagli immobili alla cui produzione o al cui scambio
é effettivamente diretta l'attività dell'impresa,
dagli impianti e dai fabbricati utilizzati direttamente
nell'esercizio d'impresa. Si considerano direttamente utilizzati
nell'esercizio d'impresa gli immobili concessi in locazione
finanziaria e i terreni su cui la società partecipata
svolge l'attività agricola".
Nell'illustrare gli effetti delle operazioni straordinarie
sulla participation exemption, la circolare 36/E del 04
agosto 2004 dell’Agenzia delle Entrate tiene conto
di una prassi già consolidata. La circolare distingue
i ¨requisiti soggettivi¨ (periodo di detenzione
della partecipazione e sua classificazione nel primo bilancio
successivo all'acquisto), da quelli oggettivi (residenza
della partecipata in un Paese non black list e sua ¨commercialità¨).
La medesima circolare 36/E illustra anche il regime transitorio
previsto dal D.Lgs. n. 344 (articolo 4 comma 1, lettere
c, d e p). La lettera c dispone che non rientrano nell'esenzione
e, quindi, vanno assoggettate a tassazione le plusvalenze
relative alle azioni o quote realizzate entro il secondo
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre
2003 fino a concorrenza delle svalutazioni dedotte nello
stesso periodo d'imposta e nel precedente. La successiva
lettera d prevede che «le svalutazioni delle stesse
azioni o quote di cui al periodo precedente, riprese a tassazione
nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2003 e nel
precedente sono deducibili se realizzate entro il secondo
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre
2003» .
Ambito soggettivo
La disciplina della participation exemption é contenuta
nell'articolo 87 del nuovo TUIR, che prevede l'esenzione
da IRES delle plusvalenze derivanti dalla cessione di azioni
o quote di partecipazioni in società aventi determinati
requisiti.
Grazie al rinvio contenuto nell'articolo 58, comma 2, del
nuovo TUIR, la stessa norma trova parziale applicazione
anche nei confronti dei soggetti IRPEF: la cessione di partecipazioni
detenute nell'ambito di attività di impresa, infatti,
dà luogo in capo ad imprenditori individuali e società
di persone ad un'esenzione parziale della plusvalenza nella
misura del 60%. Viceversa, per i soggetti non imprenditori
la plusvalenza derivante da cessione di partecipazioni costituisce
reddito diverso ai sensi dell'articolo 68 del nuovo TUIR.
Si ricorda che:
- per la plusvalenza relativa a partecipazione qualificata
(ossia che rappresenta complessivamente una percentuale
di diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria
superiore al 2 o al 20% ovvero una partecipazione al capitale
od al patrimonio superiore al 5 o al 25%, secondo che si
tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di
altre partecipazioni), il suddetto articolo 68, comma 3,
del nuovo TUIR, prevede la tassazione in dichiarazione -
con applicazione dell'aliquota IRPEF del soggetto che ne
é possessore - nella misura del 40% cento del relativo
ammontare, al netto di eventuali minusvalenze realizzate
su altre cessioni di partecipazioni, anch'esse assunte in
misura pari al 40% del relativo ammontare;
- per la plusvalenza relativa a partecipazione non qualificata,
si applica, come nel passato, l'imposta sostitutiva del
12,5% sull'intera plusvalenza.
Possono avvalersi del regime della participation exemption
le seguenti categorie soggettive:
- soggetti passivi dell'Imposta sul Reddito delle Società
(IRES), ai sensi dell’articolo 73 del nuovo TUIR:
- società per azioni ed in accomandita per azioni;
- società a responsabilità limitata;
- società cooperative e di mutua assicurazione;
- enti pubblici o privati che abbiano o meno per oggetto
esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali
residenti;
- società ed enti di ogni tipo, con o senza personalità
giuridica, non residenti nel territorio dello Stato, relativamente
alle stabili organizzazioni;
- società di persone (società in nome collettivo,
in accomandita semplice e ad esse assimilate) e persone
fisiche titolari di reddito d'impresa, per effetto del rinvio
alle disposizioni contenute nell'articolo 87 operato dall'articolo
58, comma 2, del nuovo TUIR.
Secondo la circolare n. 36/E, poiché una delle condizioni
necessarie per fruire della participation exemption é
l'iscrizione delle partecipazioni tra le immobilizzazioni
finanziarie, il regime di esenzione non trova applicazione
per le plusvalenze realizzate a seguito della cessione di
partecipazioni detenute in regime d'impresa dai contribuenti
c.d. "minori", i quali determinano il reddito
ai sensi dell'articolo 66 del nuovo TUIR.
Gli stessi, non essendo tenuti agli obblighi di redazione
del bilancio previsti per i soggetti in contabilità
ordinaria, non possono accedere al particolare regime, per
l'impossibilità di riscontrare la sussistenza dei
requisiti previsti dalla legge e, in particolare, quello
della classificazione delle partecipazioni tra le immobilizzazioni
finanziarie.
Pertanto, la cessione di partecipazioni detenute in regime
d'impresa in contabilità semplificata ai sensi dell'articolo
66 del nuovo TUIR, dà sempre luogo a plusvalenze
interamente tassabili ovvero a minusvalenze interamente
deducibili. Quando la partecipazione non sia detenuta in
regime d'impresa, si applica, invece, il regime di tassazione
previsto per i redditi diversi dall'articolo 68 del nuovo
TUIR.
Ambito oggettivo
L'articolo 87, comma 1, prevede che "non concorrono
alla formazione del reddito imponibile in quanto esenti
le plusvalenze realizzate e determinate ai sensi dell'articolo
86, commi 1, 2 e 3 relativamente ad azioni o quote di partecipazioni
in società ed enti indicati nell'articolo 5, escluse
le società semplici e gli enti alle stesse equiparate,
e nell'articolo 73, comprese quelle non rappresentate da
titoli...".
Il campo di applicazione dell'esenzione si estende, oltre
che alle plusvalenze relative alle azioni o quote di partecipazione,
anche a quelle realizzate con riferimento:
- agli strumenti finanziari similari alle azioni, definiti
dall'articolo 44 del nuovo TUIR;
- ai contratti di associazione in partecipazione con apporto
di solo capitale o misto.
In base alla predetta circolare n. 36/E (che considera
l'articolo 9, comma 5, del TUIR, in base al quale "ai
fini delle imposte sui redditi le disposizioni relative
alle cessioni a titolo oneroso valgono anche per gli atti
a titolo oneroso che importano costituzione o trasferimento
di diritti reali di godimento...") rilevano per l'esenzione
anche le plusvalenze derivanti da operazioni effettuate
a titolo oneroso diverse dalla cessione propriamente intesa,
ma che producono i medesimi effetti giuridici, quali:
- il conferimento;
- la permuta;
- lo scambio di azioni.
Rientra tra le ipotesi di realizzo (oltre al conferimento
ed alla permuta) anche l'ipotesi disciplinata dall'articolo
166, comma 1, del nuovo TUIR. Tale articolo dispone che
"costituisce realizzo" - al valore normale - anche
il trasferimento all'estero della sede o della residenza
della società partecipante, salvo che i componenti
dell'azienda o il complesso aziendale non siano confluiti
in una stabile organizzazione presente nel territorio dello
Stato.
Infine, il regime della participation exemption si applica
alle operazioni di realizzo relative alle azioni e alle
quote di partecipazione in:
- società di capitali (S.p.A.; S.a.p.a.; S.r.l.);
- società cooperative;
- società di mutua assicurazione;
- società in nome collettivo e in accomandita semplice,
comprese le società di fatto che abbiano per oggetto
l'esercizio di attività commerciali;
- società di armamento;
- enti pubblici e privati diversi dalle società,
relativamente all'attività di impresa commerciale
da essi esercitata, inclusi i consorzi e le associazioni
non riconosciute.
dal sito: wwwaltalex.com
La redazione di megghy.com
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